Dal ComoNExT a Palmanova: il viaggio del Digital Security Festival nell’“Universo Dato”

Quando abbiamo immaginato il Digital Security Festival 2025, con il filo conduttore #UniversoDato , avevamo in mente un’idea semplice: parlare di sicurezza digitale partendo dai luoghi e dalle persone li dove ogni giorno la #consapevolezza…

Quando abbiamo immaginato il Digital Security Festival 2025, con il filo conduttore #UniversoDato, avevamo in mente un’idea semplice: parlare di sicurezza digitale partendo dai luoghi e dalle persone li dove ogni giorno la #consapevolezza, #Innovazioen ed #Etica dovrebbero essere di casa.

Questo percorso ci ha portati in tutta Italia in località diverse, unite da una stessa domanda di fondo: come possiamo costruire un futuro digitale più sicuro, più umano e più condiviso?

La scorsa settimana siamo stati a Como e a Palmanova: due tappe molto diverse tra loro, ma unite da un filo rosso chiarissimo: la sicurezza digitale come fatto umano, condiviso e concreto. Verso il gran finale del Digital Security Festival 2025, il viaggio di #UniversoDato sta diventando sempre più una storia di comunità.

Como: Universo Dato, un hub dove la sicurezza si moltiplica

Al ComoNExT Innovation Hub abbiamo dedicato un pomeriggio al tema: “Universo Dato: Hub dove la sicurezza si moltiplica”.

Viviamo in un universo digitale che cresce a una velocità vertiginosa. Ogni organizzazione – pubblica o privata, grande o piccola – è ormai un produttore continuo di dati. In questo scenario, la sicurezza non è più solo un perimetro da difendere: è la forza che tiene insieme tutto.

A Como ci siamo fatti tre domande molto semplici, ma fondamentali:

  • Come creiamo i dati?

  • Come li proteggiamo?

  • Come li trasformiamo in valore senza perdere la fiducia delle persone?

Lo abbiamo fatto grazie a voci e prospettive diverse:

  • Michaela Odderoli ci ha parlato di Human Firewall: prima di ogni tecnologia, c’è sempre una persona che clicca, decide, valuta. La prima vera difesa resta la consapevolezza umana.

  • Luca Campa ci ha accompagnati tra crittografia e futuro, mostrandoci come le fondamenta matematiche della sicurezza dovranno evolvere insieme alle minacce.

  • Nella keynote, Alessandro Curioni ci ha portati dentro “l’universo che ci hanno dato”, aiutandoci a leggere con lucidità la complessità dei sistemi informativi e delle superfici d’attacco.

  • Stefano Testoni ha portato la prospettiva della Space Economy, ricordando che la cybersecurity non riguarda solo i computer sulla scrivania, ma anche le infrastrutture che orbitano sopra le nostre teste.

  • Nel Voice Panel, diversi esperti hanno ragionato su come unire strategia e consapevolezza in un ecosistema digitale sempre più interconnesso.

Da Como ci siamo portati a casa tre parole che sono ComoNextComoNextComoNextAperitivo Networkingdiventate un mantra del Festival:

  1. Consapevolezza – ogni scelta digitale è anche una scelta etica.

  2. Collaborazione – la sicurezza si moltiplica solo se mettiamo in rete competenze e responsabilità.

  3. Cultura – la tecnologia cambia in fretta, la cultura della sicurezza è lo scudo che resta.

Como è stata, di fatto, un vero hub di connessione: studenti, imprese e professionisti insieme per capire come far diventare i dati una risorsa protetta, condivisa e generativa di fiducia.

Palmanova: Cybercoop e la fortezza che ci ricorda che nessuno si salva da solo

Dopo Como, siamo tornati in Friuli Venezia Giulia, in un luogo che racconta da solo il significato di “protezione”: Palmanova, città fortezza patrimonio mondiale UNESCO.

Nel Salone d’Onore del Comune, con la tappa “Cybercoop – cooperare per la sicurezza”, abbiamo scelto un contesto che è quasi un manifesto: una città progettata fin dall’inizio per difendere chi ci viveva dentro, grazie a visione, pianificazione e collaborazione.

Questa tappa è nata grazie a Legacoop Friuli Venezia Giulia, che ha creduto nel progetto, insieme al patrocinio della Città di Palmanova e al sostegno della Camera di Commercio Pordenone-Udine.

A Palmanova abbiamo messo a confronto due tipi di “mura”:

  • quelle fisiche di una città fortezza,

  • e quelle digitali di oggi: dati, identità, servizi, piattaforme da cui dipende la nostra vita quotidiana.

La mattinata ha seguito un percorso chiaro:

  • Andrea Del Vecchio ha aperto con “Le basi di una cooperativa consapevole”: privacy, cyber risk, conformità e soprattutto buon senso digitale calato nella realtà cooperativa.

  • Gabriele Gobbo ci ha accompagnato nella sua Digitalogia, una sorta di “alfabeto pratico” per abitare il digitale in modo presente, senza farsi travolgere.

  • Luigi Gregori ha parlato di identità digitale, ricordandoci che proteggersi non è più un’opzione, ma un atto di sopravvivenza.

Il Voice Panel con Alberto Di Noia, Federico Costantini, Maria Teresa Tonutti e Vincenzo Moltisanti ha aggiunto una dimensione essenziale: la sicurezza deve essere anche accessibile, altruista e solidale. Perché una trasformazione digitale che lascia indietro i più fragili non è vera trasformazione.

Anche da Palmanova ci siamo portati via tre idee forti:

  1. Cooperazione – la sicurezza non è mai un esercizio solitario.

  2. Consapevolezza – sapere come funziona il digitale, quali sono i rischi e quali i diritti, è la prima forma di autodifesa.

  3. Solidarietà digitale – nel cyberspazio, come nelle comunità fisiche, nessuno si salva da solo.

In una città nata come fortezza, abbiamo ribadito a istituzioni, cooperative, imprese e cittadini che le difese oggi non si costruiscono solo con muri e bastioni, ma con relazioni, cultura e responsabilità condivisa.

Un’Italia che sceglie di non essere spettatrice

Le tappe di Como e Palmanova si inseriscono in un percorso più ampio che, in queste settimane, ci ha portati anche in sedi come la Camera dei Deputati, il Palazzo della Regione FVG a Trieste, Infinite Area a Montebelluna e Palazzo Giacomelli a Treviso.

Tassello dopo tassello, il Digital Security Festival sta tracciando la mappa di un’Italia che non vuole essere spettatrice della propria trasformazione digitale, ma protagonista.

Stiamo lavorando su tre piani:

  • Divulgazione, per parlare di sicurezza in modo comprensibile e concreto.

  • Connessioni, per mettere in dialogo mondi che spesso non si incontrano: imprese, PA, università, associazioni, professionisti, cittadini.

  • Comunità, perché la sicurezza diventa reale solo quando entra nelle pratiche quotidiane, non quando rimane confinata ai convegni.

E adesso?

Dopo Como e Palmanova, il viaggio di #UniversoDato non è finito. Manca ancora la tappa più simbolica e impegnativa: il gran finale, dove proveremo a mettere insieme tutto ciò che abbiamo visto, ascoltato e imparato lungo il percorso.

Sarà il momento in cui la domanda diventerà ancora più esplicita:

Che cosa vogliamo diventare, come umanità, in questo universo digitale?

l’invito è semplice: restate connessi, ma soprattutto restate coinvolti.

Perché il futuro digitale non lo osserviamo da fuori: lo costruiamo, passo dopo passo, insieme.

Dettagli Evento Gratuito: