Il resoconto della tappa di Trieste del Digital Security Festival: verso la Sovranità Digitale

Lunedi 20 Ottobre ho avuto l’onore di aprire i lavori e ospitare, nella Sala Predonzani del Palazzo della Regione a Trieste, la terza tappa del Digital Security Festival (DSF) , co-organizzata con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia . Un…

Perché “dato pubblico, codice aperto, sovranità digitale” non è uno slogan!

Lunedi 20 Ottobre ho avuto l’onore di aprire i lavori e ospitare, nella Sala Predonzani del Palazzo della Regione a Trieste, la terza tappa del Digital Security Festival (DSF), co-organizzata con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Un grazie al Massimiliano Fedriga e all'assessore Sebastiano Callari per il sostegno a iniziative che mettono davvero al centro competenze tecniche e organizzative per il nostro futuro digitale.

Il tema: Dato pubblico, codice aperto e sovranità digitale. L’ho ribadito con convinzione: senza sovranità digitale non c’è piena libertà domani. L’obiettivo è chiaro: diffondere conoscenza, competenze e strumenti per proteggere e far crescere il nostro ecosistema.

I tre pilastri

  • Dato pubblico: bene comune per servizi migliori e politiche efficaci.

  • Codice aperto (Open Source): trasparenza, riuso e indipendenza tecnologica per la PA.

  • Sovranità digitale: capacità di governare tecnologie e fornitori; base della sicurezza dei sistemi.

Come ho sintetizzato durante l’apertura, la sicurezza non è solo tecnica: è governance e accountability, con piena verificabilità di software e algoritmi che sorreggono l’infrastruttura pubblica.

Keynote e interventi

Il Prof. Francesco Paolo Micozzi ci ha offerto una vera bussola operativa: dato pubblico e codice aperto come base concreta della sovranità digitale, nel rispetto di diritto, trasparenza e sicurezza. Nelle sessioni con Luigi Di Benedetto, Cinzia Spagno, Paolo Plaser e Ivano Di Santo è emerso come l’innovazione in sanità digitale (IoT, telemedicina) debba procedere di pari passo con sicurezza e interoperabilità. Grazie anche a Paolo Casoto, PhD. e Marco Giacomello: dai rischi nell’Open Source alla centralità di etica, trasparenza e fiducia nel dato pubblico a livello regionale.

La “prima difesa” è culturale

Tradotta in azioni concrete per i prossimi mesi:

  • Formazione: modulo annuale obbligatorio per chi gestisce servizi digitali.

  • Governance: responsabilità chiare e piani di aggiornamento per PA e dipendenze software (Open Source incluse).

  • Tecnologia: standard aperti e SBOM (Software Bill of Materials) come pratica di base.

L’impegno: con la Regione continueremo a investire e rafforzare la nostra sovranità digitale, attivando e riallineando costantemente questi tre assi: formazione, governance, tecnologia.

Grazie a sostenitori, relatori e partecipanti: il vostro contributo è capitale umano e competitività per il territorio

La dichiarazione dell'assessore Sebastiano Callari:

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