Immaginate di entrare in banca e trovare un assistente virtuale pronto a rispondere a ogni vostra domanda, 24 ore su 24. O di ricevere un prestito in pochi minuti, grazie a un'analisi del rischio di credito quasi istantanea. Fantascienza? No, è il presente che sta prendendo forma grazie all'intelligenza artificiale applicata nel settore bancario.
L'IA sta ristrutturando dalle fondamenta un mondo tradizionalmente conservatore come quello delle banche, trasformandolo in un vivace ecosistema dinamico, laboratorio di innovazione che punta all’efficacia e all’efficienza del sistema economico, creditizio e finanziario. Ma cosa significa realmente tutto questo per i clienti e per chi lavora nel settore?
Pensiamo ai vantaggi: servizi bancari su misura, come un abito cucito dal miglior sarto, grazie all'analisi dei nostri dati. Assistenti virtuali pronti a darci una mano in tempo reale. E, ultima ma non per importanza, la sicurezza: algoritmi instancabili che setacciano le transazioni alla ricerca di attività sospette, proteggendoci dalle frodi, meglio di qualsiasi guardia del corpo.
Il termine che meglio rappresenta l’effetto dell’AI nel mondo si chiama “tempo”.
Le performance dell’IA accelerano la valutazione del rischio di credito, perché enormi mole di dati, analizzate in pochissimi minuti, danno un risultato che per qualsiasi persona o impresa determina l’evoluzione, la competitività e la sostenibilità finanziaria. D’altra parte, un istituto bancario che riesce a gestire il rischio in tempo reale, usando modelli predittivi, riesce a gestire le risorse finanziarie con maggior sicurezza, efficacia e solidità.
Ma una moneta, usando la metafora della medaglia, ha sempre il suo rovescio. Come in ogni grande rivoluzione, ci sono anche sfide da affrontare. E una delle sfide dell’IA è il suo addestramento. Se i dati usati per addestrare l'AI sono viziati da pregiudizi, i cosiddetti bias algoritmici, potremmo trovarci di fronte a decisioni discriminatorie nell'assegnazione dei prestiti. Questa tema va affrontato con trasparenza, rigore e intelligenza "umana", che rimane sempre la capacità di leggere dentro alle situazioni.
E poi, il tema dei temi del momento, la privacy dei dati, che non si risolve firmando tomi di carta, ma prendendo sul serio la questione della mercificazione delle nostre preziose informazioni, che sono parte determinante del nostro vissuto. L’IA è basata sulla raccolta massiva di informazioni personali e le banche devono garantire la protezione dei dati dei clienti, rispettando normative come il GDPR e prevenendo possibili violazioni.
C'è poi la questione lavoro. L'automazione potrebbe far sparire alcuni ruoli tradizionali in banca. Ma come è successo da sempre nell’innovazione, pensiamo al passaggio dalle lanterne da accendere nelle strade alla luce elettrica, la maestria dell’uomo è cogliere nuove opportunità, magari più stimolanti e creative. Alle macchine possiamo demandare la parte meccanica del lavoro, lasciando alle persone quella parte creativa che l’IA non ha. Dal canto loro, le banche dovranno investire nella formazione e riqualificazione dei propri collaboratori, preparandoli a ruoli più strategici e abilitandoli all’uso di nuove tecnologie.
Il futuro del banking sarà caratterizzato da una crescente collaborazione tra uomo e macchina. L’IA non sostituirà completamente l’intervento umano, ma lo affiancherà, fornendo strumenti per prendere decisioni più informate, dettagliate, riducendo al massimo il margine d’errore.
Le banche del futuro saranno sempre più digitali, accessibili ovunque e in qualsiasi momento, e in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e delle esigenze dei clienti.
Inoltre, potremo avere nuovi modelli di business, dove le banche si trasformeranno in piattaforme flessibili, capaci di offrire servizi su misura che usano al massimo le potenzialità dell'AI per rispondere a un mercato sempre più complesso, competitivo e veloce.
Ne parleremo durante la prossima edizione del Digital Security Festival, dove discuteremo insieme sul futuro dell’IA e il suo impatto sul mondo bancario. Non mancate!
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