La sala gremita in ogni ordine di posto, 15 relatori che hanno fatto la staffetta per l’intero pomeriggio e il gradimento alle stelle per il primo “Digital Security Festival” organizzato da ITClubFVG a Palazzo Torriani presso la sede di Confindustria, con il saluto introduttivo del Questore di Udine Dott.sa Manuela De Bernardin.
Un evento unico nel suo genere, in cui si sono toccati temi importanti ma in modo smart e non convenzionale, con presentazioni veloci ma ricche di contenuti; un altissimo gradimento per questa formula “smart & quick” da parte delle oltre 200 persone che nell’arco del pomeriggio hanno seguito oltre dieci relatori, che hanno toccato tutti i temi della sicurezza informatica, con spiegazioni dedicate anche ai meno esperti, ai comuni cittadini, agli insegnanti e ai titolari di aziende e microimprese. “Un successo di pubblico oltre ogni aspettativa” - commenta Luigi Gregori presidente di ITClubFVG “e ho visto con piacere la presenza di tantissimi cittadini comuni, che erano proprio i destinatari del nostro evento”. Con la “guida” del presentatore Gabriele Gobbo, l’evento è iniziato con i saluti del Questore di Udine Manuela De Bernardin, Fabiano Benedetti di Confindustria, Antonio Piva di AICA, poi il presidente di ITClubFVG Luigi Gregori, organizzatore del festival. “È stata una grande soddisfazione vedere il pubblico presente fino alla fine” - raccontano all’unisono Marco Cozzi e Davide Bazzan organizzatori operativi - “anche dopo così tanti interventi, le sedie erano ancora quasi tutte occupate e questo per noi è un segnale importante”.
La prima metà dell’evento è stata dedicata alla sicurezza informatica a casa e in azienda con con Gabriele Faggioli e Igor Falcomatà. Poi gli interventi della Polizia postale e delle comunicazioni con Giuseppe Panarello e Simone D’Agostino. Infine tavola rotonda con Cristiano Di Paolo, Luca Moroni, David D’agostini, Luca Turco, moderatore Gabriele Gobbo. Nella seconda parte spazio alla sicurezza digitale personale e ai rischi della rete: Ettore Guarnaccia ha ampiamente illustrato la Generazione Z, poi il Primo Dirigente della Polizia Postale Dott.ssa Manuela De Giorgi e la collega Ispettore Annalisa Marini per il cybercrime. Conclusione con Marco Grandinetti e il progetto NIE. Non è mancato un momento informativo con la presentazione dell’associazione ITClubFvg durante cui è stato esteso l’invito all’iscrizione a tutti gli IT Manager presenti in sala, per poter godere di iniziative esclusive ed eventi di formazione continua: https://www.itclubfvg.org/.
Visto il successo, stiamo già pensando alla nuova edizione che, stando alle parole di molti partecipanti istituzionali, potrebbe vedere la collaborazione di diverse realtà del territorio e un ampliamento verso altre città della nostra regione, che, come hanno ricordato alcuni relatori, viene vista come strategica anche da luoghi come Milano, capitale economica italiana, grazie proprio alla presenza di iniziative come questa.
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22 ottobre 2019 - Messaggero Veneto
Abbiamo fatto notizia e di noi parlano:
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Aggiungo anche il comunicato ufficiale della questura di Udine con la versione integrale dell'intervento del questore di Udine.
https://questure.poliziadistato.it/it/Udine/articolo/12185daaf2323b2d7414039581/
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Il Questore di Udine Manuela De Bernardin e la Polizia Postale e delle Comunicazioni al digital Security Festival di Udine.
Nel pomeriggio di ieri a Udine nella prestigiosa sede della Confindustria si è tenuto il Digital Security Festival sulla Consapevolezza dei rischi nell’era digitale in azienda, a scuola e a casa.
E’ intervenuto il Questore di Udine Manuela DE BERNARDIN spiegando come nella società post-moderna, la società del rischio e dell’incertezza, l’umanità vive in un mondo oggettivamente più sicuro; ne è testimone il progressivo innalzamento della qualità e dell’aspettativa di vita media. Ma l’uomo post-moderno – socialmente pacificato e con un migliore tenore di vita – oltre a maturare una percezione più sensibile dei propri bisogni – tant’è che si parla di “paradosso sicuritario”, ovvero la dilatazione del senso di insicurezza a fronte di un oggettivo miglioramento dello stato delle cose, si trova di fronte a nuovi rischi indotti dalla modernità, dal progresso e dalla tecnologia. Come si è espresso Zygmunt Bauman, teorico della “società liquida”: “Il progresso, che un tempo costituiva la manifestazione più estrema di ottimismo ed una promessa di felicità, ora rappresenta la minaccia del cambiamento inarrestabile ed inevitabile, che suscita solo crisi e tensione.” Questa citazione si attaglia perfettamente al tema di questo convegno. L’era informatica ha comportato:
- l’ampliamento del patrimonio conoscitivo di ciascuno di noi (il mondo a portata di clic)
- la velocizzazione dello scambio di informazioni
- la democratizzazione dell’informazione – ma anche
- la difficoltà di controllare i flussi informativi e talvolta l’impossibilità di eliminazione di dati e informazioni dal circuito
- l’utilizzo dei nuovi mezzi a fini criminali
E’ un dato di fatto che di fronte ad un consolidato trend che vede un calo dei reati, in particolare quelli predatori classici, i reati informatici sono in crescita. E’ comprensibile: se per prevenire o reprimere un furto abbiamo migliaia di anni di esperienza, per il contrasto ai crimini informatici ci stiamo attrezzando da poco tempo. Ai nuovi rischi legati all’era digitale le Istituzioni hanno risposto con interventi informativi e strutturali. Da un lato è fondamentale che la comunità, i giovani in quanto vulnerabili per età, ma anche gli adulti, vulnerabili in quanto nati e cresciuti in un’altra era, siano correttamente e adeguatamente informati e resi consapevoli del reale stato delle cose, dei rischi, degli strumenti di autoprotezione e di difesa offerti dalle istituzioni. E le Forze di Polizia hanno affinato l’attività di comunicazione, con progetti specifici di informazione e formazione nelle scuole e campagne dirette ai giovani e meno giovani. Sono intervenute poi dal punto di vista strutturale, potenziando o dotandosi di strutture operative fortemente specializzate e competenti. In quest’ottica nel 2017 il Ministero dell’Interno, nella definizione dei “comparti di specialità” che ha voluto riconoscere e potenziare le diverse eccellenze delle Forze di Polizia in specifici settori, ha definito il comparto della “sicurezza postale e delle comunicazioni”, che è chiamato a contrastare il crimine informatico - garantire la sicurezza e la fruibilità della rete e proteggere la segretezza delle comunicazioni.
Le minacce che investono tale comparto attengono da un lato alla sicurezza, riservatezza e integrità della rete e dall’altro all’utilizzo criminoso dei nuovi strumenti informatici per la commissione di reati. Ruolo strategico in questo comparto è detenuto dalla Polizia Postale e delle comunicazioni, Specialità della Polizia di Stato, che ha competenza esclusiva
- per garantire la sicurezza, l’integrità e la funzionalità delle reti informatiche e dei servizi di telecomunicazione
- per la protezione delle infrastrutture critiche - la prevenzione e il contrasto degli attacchi informatici di livello strategico per il paese
- nel campo della prevenzione e contrasto della pedopornografia e violenze in danno di minori on line.
Variamente poi tutte le Forze di Polizia hanno affinato la propria capacità investigativa in materia informatica, per stare al passo con la società digitale e concorrendo all’attività di prevenzione e contrasto alle varie tipologie criminose perpetrabili in rete.
Successivamente sono intervenuti il Dirigente del Compartimento della Polizia Postale del FVG dott.ssa Manuela DE GIORGI e l’Ispettore Superiore della Sezione di Udine Annalisa MARINI. La Polizia Postale e delle Comunicazioni svolge un importante compito nell’ambito della prevenzione e sensibilizzazione della violenza on line ed in particolare della devianza minorile su internet; fenomeni come il sexting, le social challenge e gli hate speech, come dimostrano anche i recenti fatti di cronaca, hanno trovato grande forza espansiva e capacità di rafforzamento. L’intervento della dott.ssa Manuela DE GIORGI ha analizzato questi fenomeni soffermandosi sull’importanza dell’uso consapevole della rete e sui rischi della stessa. Sono stati trattati altresì i c.d. “reati moderni” dal cyberstalking al revenge porn introdotto recentemente dal codice rosso, dal “sex- extortion” alle truffe sentimentali che inducono sempre più persone in inganno. L’intervento si è concluso con alcuni importanti consigli e soprattutto con l’invito a denunciare i casi di abuso e sopraffazione; il silenzio infatti è in tutti questi casi il peggior nemico della vittima. Si è parlato infine anche dell’Ammonimento del Questore, strumento amministrativo che rappresenta un importante passo in avanti nella lotta allo stalking e al cyberbullismo. L’Ispettore Superiore Annalisa MARINI ha parlato di cyberbullismo e dell’attività di sensibilizzazione fatta dalla Polizia Postale soprattutto nelle scuole indirizzata agli studenti, agli insegnanti e ai genitori, facendo anche riferimento alla responsabilità dei genitori per gli atti commessi dai loro figli minori.
Il Commissario Capo Tecnico ing.Giuseppe PANARELLO ha presentato l’attività di contrasto della Polizia Postale al cybercrime, analizzando dei casi realmente accaduti nel nostro territorio e culminati con la restituzione del denaro illecitamente sottratto alle aziende. In tutti questi casi è assolutamente necessaria una informazione tempestiva alla Polizia Postale perché anche grazie ad importanti piattaforme di collaborazione fra polizie europee per l’analisi ed il contrasto avanzato delle frodi, la Specialità è riuscita in vari casi a bloccare e recuperare movimentazioni di denaro, intervenendo in tempo reale sulle segnalazioni e bloccando il denaro prima che venisse dirottato su conti correnti aperti da prestanome.