Cosa ci siamo davvero detti al CIO Leaders Summit?

La scorsa settimana ho partecipato al 𝗖𝗜𝗢 𝗟𝗲𝗮𝗱𝗲𝗿𝘀 𝗦𝘂𝗺𝗺𝗶𝘁 organizzato da The Innovation Group | Events e, come spesso accade in questi contesti, il valore più grande non è stato tanto nelle risposte… quanto nelle domande che ci siamo portati a…

La scorsa settimana ho partecipato al 𝗖𝗜𝗢 𝗟𝗲𝗮𝗱𝗲𝗿𝘀 𝗦𝘂𝗺𝗺𝗶𝘁 organizzato da The Innovation Group | Events e, come spesso accade in questi contesti, il valore più grande non è stato tanto nelle risposte… quanto nelle domande che ci siamo portati a casa.

Prima di tutto, però, un grazie sincero agli organizzatori e in particolare a Tiziana Parisio e a Ezio Viola: un evento che ogni anno si conferma di grande spessore, capace di mettere insieme contenuti, persone e confronto vero. Non è scontato.

Durante l’evento sono stati presentati i risultati della survey della community ,una cinquantina di CIO e leader IT, prevalentemente di grandi aziende, non con l’obiettivo di “spiegare” il mercato, ma di mettere sul tavolo qualche provocazione utile ad accendere il confronto.

E devo dire che ci sono riusciti.

Il primo spunto: il digitale è davvero così “nuovo”?

Una delle slide che mi ha colpito di più poneva una domanda molto diretta: "Il digitale del 2026 ha ancora un volto tradizionale?". Guardando i dati, la risposta (almeno in parte) è sì. Tra le priorità di investimento emergono ancora con forza:

  • cybersecurity

  • ERP e modernizzazione dei gestionali

  • business intelligence

  • cloud

Tutti elementi fondamentali, certo. Ma anche segnali chiari di un approccio che continua a essere più di consolidamento che di rottura.

E allora la vera riflessione diventa: stiamo preparando il futuro o stiamo ancora mettendo in ordine il presente?

Si spende di più. Ma non sempre per scelta

Altro tema interessante emerso nel confronto: la crescita della spesa digitale. La maggior parte delle aziende prevede un aumento nel 2026, ma quando si va a vedere cosa la guida davvero, emergono dinamiche molto concrete:

  • aumento dei costi ricorrenti (licenze, canoni, aggiornamenti)

  • crescita dell’utilizzo del cloud

  • solo in parte nuovi investimenti strutturali in innovazione

Questo cambia completamente la lettura.

Perché non tutta la crescita è “strategica”. E spesso il rischio è confondere espansione della spesa con reale trasformazione.

AI: tanto interesse, ancora poca industrializzazione

Ovviamente il tema più discusso è stato l’Intelligenza Artificiale. Qui il quadro è abbastanza chiaro (e, direi, molto realistico):

  • tanti progetti pilota e sperimentazioni

  • una parte di aziende con iniziative più avanzate

  • ma ancora pochi casi di vera industrializzazione

E soprattutto: il coinvolgimento della leadership è ancora in molti casi iniziale. Quindi sì, l’interesse c’è. Ma il salto di scala… non ancora.

E questo è esattamente il punto su cui si è concentrato il dibattito nei tavoli: quando e come avverrà davvero questa transizione?

Legacy, dati e realtà operativa

Un altro passaggio che ho trovato molto concreto riguarda il tema dei legacy. Quasi la metà dei rispondenti dichiara che i sistemi legacy hanno un impatto rilevante sulla capacità di innovare. E allo stesso tempo:

  • i dati sono considerati centrali (media 4,25 su 5)

  • ma la readiness delle piattaforme è ancora limitata

Tradotto: sappiamo dove vogliamo andare, ma non sempre abbiamo ancora le fondamenta pronte.

E noi, in Banca Finint?

Mentre ascoltavo questi spunti, una riflessione mi è venuta naturale. Molti dei temi emersi, investimenti strutturali, modernizzazione, AI ancora in fase di evoluzione, sono esattamente quelli su cui in Banca Finint stiamo lavorando in modo molto intenzionale.

I risultati 2025 del Gruppo lo confermano: crescita sopra le attese e solidità del modello.

Ma per noi IT c’è un dato ancora più rilevante: "oltre il 20% dei ricavi investito in innovazione tecnologica".

Non è solo un numero. È una scelta strategica chiara.

Ed è, soprattutto, coerente con quello che il mercato si aspetta oggi dai CIO: non solo gestire, ma abilitare davvero il business.

Se guardo i trend emersi al Summit, ho la sensazione che siamo sulla strada giusta Valerio Nosci, PMP® . Perché stiamo lavorando esattamente su ciò che farà la differenza nei prossimi anni: fondamenta solide + capacità di esecuzione.

Perché poi il vero tema, oggi, non è più capire cosa fare. È riuscire a farlo!

E qui entra in gioco il team, che per noi significa:

  • essere affidabili ogni giorno

  • alzare continuamente l’asticella su qualità e competenze

  • contribuire in modo attivo ai percorsi di innovazione

Con la consapevolezza che abbiamo sia la fortuna che la responsabilità di essere quelli che trasformano la strategia in realtà.

Un grazie ad ogni collega e collaboratore che ogni giorno rende tutto questo concreto!

Al di là dei numeri, quello che mi porto a casa da questi giorni è un messaggio abbastanza netto: la trasformazione digitale non è più un tema di visione. È un tema di esecuzione.

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