Mentre il dibattito pubblico si divide tra apocalittici e integrati, la realtà si sta muovendo su binari molto più concreti (e preoccupanti) .
Ieri, 10 aprile 2026, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha convocato d'urgenza i CEO delle principali banche americane. Al centro del tavolo: Mythos, l’ultimo modello di AI generativa, e i suoi rischi per la stabilità finanziaria globale.
L’attenzione dell’amministrazione USA non è un caso. Ma stiamo guardando il problema dal verso giusto?
Il fraintendimento: l’agentività senza intenzionalità
C’è un concetto, caro a Luciano Floridi, che oggi diventa la chiave per leggere i mercati: "agentività senza intenzionalità".
L'AI non ha obiettivi propri. Non "vuole" attaccare un sistema né "decide" di far crollare un titolo. Eppure, i modelli più avanzati mostrano comportamenti adattivi e contestuali che sembrano intenzionali.
Il rischio non è la volontà della macchina. Il rischio sono le condizioni al contorno.
Perché il banking è il "ground zero" del rischio?
I sistemi agentici operano in ambienti dinamici e incompleti. In un'infrastruttura interconnessa come quella bancaria, un sistema che ottimizza un obiettivo locale può generare effetti non lineari a livello globale.
Non è cattiveria. È complessità non governata.
Il caso Mythos solleva tre punti che ogni Board dovrebbe analizzare oggi:
Stabilità finanziaria: automazione e AI possono innescare reazioni a cascata nei mercati in millisecondi.
Cybersecurity adattiva: non cambia la natura della minaccia, ma la sua scala. Il ciclo vulnerabilità -> exploit si azzera.
Concentrazione tecnologica: se tutto il sistema si appoggia su pochi modelli dominanti, abbiamo creato un unico, enorme punto di rottura sistemico.
Dal rischio individuale al rischio sistemico
Dobbiamo cambiare paradigma. L’AI non introduce solo nuove vulnerabilità; trasforma la natura stessa del rischio, rendendolo più opaco e interdipendente.
Il problema non è se le macchine "prenderanno il controllo". Il problema è se noi saremo in grado di governare sistemi che, pur senza intenzione, producono effetti sempre meno deterministici.
La sfida per le banche (e per i regolatori) non è solo tecnologica. È epistemologica.
Voi come la vedete? Stiamo sottovalutando l'impatto strutturale di modelli come Mythos o stiamo dando troppa enfasi a una "volontà" che l'AI non possiede ancora?
Penso che anche quest'anno non mancheranno i temi per la nuova edizione del Digital Security Festival
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