(Riflessioni dal BANKING SUMMIT 2025 del 23-24 settembre Baveno – Workshop 4: DALL' AI ALLA BLOCKCHAIN con Demetrio Migliorati ; Gianluca Dotti ; Stefano Curzi ; Antonio Di Feo Sergio Rossi; Manuele Bombelli; Dr. Jochen Papenbrock; The Innovation Group; The Innovation Group | Events )
L'Intelligenza Artificiale, la Blockchain e le reti 5G non sono più la promessa del domani, ma il tessuto connettivo dell'operatività bancaria odierna. Eppure, in un panorama ossessionato dal "fare" tecnologico, stiamo perdendo di vista la verità fondamentale: il vantaggio competitivo non è la macchina, è l'uomo.
La vera sfida per i leader del settore non risiede nell'implementazione di un algoritmo più complesso, ma nella capacità di costruire un sistema di decisioni che sia rapido, coerente e affidabile. Chi padroneggerà questo sistema guiderà il cambiamento; gli altri si limiteranno a subirlo.
Dalle Grandi Progettualità alle Scelte Quotidiane
Se l'innovazione fosse solo un progetto, basterebbe un buon business plan. In realtà, governare l'innovazione in banca significa prendere decisioni ogni giorno, allineando persone, processi e gestione dei rischi a un obiettivo comune: la creazione di valore.
Misurare l'innovazione solo in termini di tempi e costi è insufficiente. Dobbiamo focalizzarci sulla qualità, sulla velocità e sulla coerenza delle nostre scelte. Questo impone una riflessione su quattro decisioni strategiche cruciali:
Dove Giocare (Focus): avere il coraggio di dire molti “no” e concentrare gli investimenti su pochi ambiti di sviluppo realmente strategici.
Come Iniziare (Definizione): definire ex ante obiettivi misurabili, regole di trasparenza e chiari criteri di stop per mitigare il rischio di esperimenti senza fine.
Come Crescere (Scalabilità): passare dalle proof of concept alla produzione, garantendo la fiducia e un rigoroso sistema di controlli.
Come Imparare (Adattabilità): creare cicli di feedback rapidi per analizzare i risultati, correggere rapidamente gli errori e aggiornare di conseguenza regole e modelli.
Quando il focus si sposta dal "fare" al "decidere", si riducono le iniziative superflue e si massimizza il tempo dedicato a ciò che conta.
Le Tre Leve del Governo Digitale
L'adozione di tecnologie esponenziali come l'AI richiede una rivisitazione sistemica delle fondamenta aziendali.
1. Le Competenze: La "Rete Elettrica" dell’AI ⚡
L'Intelligenza Artificiale è una nuova e potente fonte di energia, ma senza la "rete elettrica" delle competenze non potrà mai arrivare dove serve. La vera infrastruttura dell'innovazione è la conoscenza.
Alfabetizzazione Diffusa: l'obbligo è investire su una formazione che non sia solo per gli specialisti.
Nuovi Ruoli: è vitale formare figure professionali come i Responsabili dei Rischi dei Modelli, capaci di valutare e governare gli output algoritmici.
Incentivi Consapevoli: i sistemi di reward devono premiare l'adozione consapevole e il buon governo della tecnologia, non solo la sua mera proposizione.
2. Processi Ripensati da Zero (Native Digital)
L'errore più comune è "innestare" l'AI su procedure operative ormai datate. Questo approccio fallisce sulla scala. Il salto di qualità arriva solo quando i processi vengono progettati in modo nativo digitale:
Decisioni spezzate in micro-step tracciabili.
Trasparenza come regola e non come eccezione.
Intervento umano limitato ai soli passaggi che modificano il profilo di rischio.
3. Rischio: Non Freno, Ma Sicurezza Attiva
Parlare di rischio non è sinonimo di rallentamento, ma di corsa in sicurezza. Catalogare i possibili problemi (es. bias algoritmici, data drift, vulnerabilità dei dati) e pianificare scenari di emergenza (il disaster recovery dei modelli) consente all'organizzazione di muoversi più velocemente, mantenendo un controllo saldo.
La Sfida Culturale e l'Equilibrio Umanistico
L'Italia, pur correndo su reti in fibra e 5G, mostra ancora una timidezza nell'adozione dell'IA in azienda. L'Unione Europea con il "Decennio Digitale" indica la rotta – competenze, cybersecurity e meno frammentazione – ma le regole da sole non bastano. Servono cultura e pratiche quotidiane.
L'iperconnessione e l'automazione portano benefici, ma anche un costo in termini di attenzione frammentata e possibili rischi di deep fake e disinformazione. La risposta non è "più tecnologia," ma tecnologia migliore e pragmatismo.
Il pragmatismo si traduce in tre scelte concrete che ogni manager può fare domani mattina:
Definire pochi processi chiave da innovare radicalmente.
Stabilire regole chiare su responsabilità e sull'uso dell'AI.
Investire in formazione e competenze in modo continuativo.
In conclusione, la tecnologia cresce in modo esponenziale, ma la fiducia cresce solo in modo lineare. La vera sfida non è trovare il tool più avanzato, ma trovare l'equilibrio tra macchina e buon governo. L'unico vero moltiplicatore di valore, oggi come domani, resta l'essere umano: formato, consapevole e capace di governare il cambiamento.