Nell’era dell’intelligenza artificiale, la sicurezza non si misura soltanto dalla presenza dei controlli, ma dalla capacità dell’organizzazione di comprendere, decidere e reagire sotto pressione.
Per molti anni abbiamo rappresentato la cybersecurity attraverso una fotografia prevalentemente statica.
Abbiamo verificato la presenza di policy, procedure, sistemi di protezione, processi di gestione delle vulnerabilità, strumenti di monitoraggio e piani di continuità operativa.
Tutti elementi indispensabili.
Ma oggi non più sufficienti.
L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta modificando la velocità con cui le vulnerabilità possono essere individuate, analizzate e potenzialmente sfruttate.
Le recenti comunicazioni di Banca d’Italia e IVASS in materia di resilienza operativa digitale e modelli avanzati di intelligenza artificiale evidenziano proprio questo cambio di scenario: i modelli di ultima generazione possono ridurre sensibilmente il tempo che separa la scoperta di una vulnerabilità dal suo possibile sfruttamento.
La resilienza operativa digitale, quindi, non rappresenta soltanto un requisito di conformità. Diventa una condizione essenziale per garantire continuità aziendale, protezione dei clienti e affidabilità dei servizi finanziari e assicurativi.