La scorsa settimana ho avuto l’opportunità di partecipare come speaker a due momenti di confronto molto diversi tra loro, ma profondamente collegati da un filo comune: il ruolo della tecnologia come leva di trasformazione, solo quando è guidata da una visione chiara e dalle persone giuste.
Nel primo intervento, in occasione dell’evento organizzato da Zucchetti, ho raccontato insieme a Valerio Nosci, PMP® il nostro percorso sul progetto SPOC-HDA, partendo da un concetto per me fondamentale: uno SPOC non è soltanto un Single Point of Contact, cioè un punto unico di ingresso delle richieste
Valerio Nosci - Evento Horizon - 21 maggio Zucchetti CampusMarco Cozzi - Evento Horizon - 21 maggio Zucchetti CampusÈ, o dovrebbe diventare, un punto unico di governo operativo.
Questo significa passare da una logica di semplice gestione del ticket a un modello più maturo, in cui richiesta, servizio, asset, processo, fornitore, rischio e dato sono collegati tra loro. In un contesto complesso e regolamentato, soprattutto nel settore bancario e finanziario, governare l’IT non significa solo “far funzionare i sistemi”, ma costruire tracciabilità, accountability, misurabilità e capacità decisionale.
Il progetto SPOC-HDA va esattamente in questa direzione: creare una piattaforma unificante per richieste, demand, progetti, incidenti, asset, reporting e compliance. Un’infrastruttura organizzativa, prima ancora che tecnologica.
Tavolo IT’S ALL BANKING & INSURANCE 2026 - Guidato da Alberto BezziIl secondo intervento si è svolto nell’ambito di IT’S ALL BANKING & INSURANCE 2026 organizzato da Brainz Italy , dove ho avuto modo di parlare del progetto Lazarus, uno dei programmi strategici che stanno accompagnando l’evoluzione del Gruppo Banca Finint verso il 2027.
Anche in questo caso, il messaggio centrale è stato chiaro: Lazarus non è solo un progetto tecnologico. È un programma di trasformazione che punta a rendere l’organizzazione più veloce, più integrata e più capace di valorizzare dati, processi e competenze in modo intelligente.
Nel seguire da vicino iniziative di questa portata, mi è sempre più evidente un punto: la tecnologia è fondamentale, ma da sola non basta mai.
Possiamo introdurre piattaforme evolute, automazione, strumenti di reporting, sistemi di governance, modelli basati sui dati e, sempre più, soluzioni abilitate dall’intelligenza artificiale. Ma alla fine la differenza la fanno sempre le persone.
Sono le persone che definiscono la visione. Sono le persone che costruiscono fiducia tra team diversi. Sono le persone che trasformano uno strumento in un modello operativo. Sono le persone che danno senso ai dati. Sono le persone che guidano il cambiamento.
Credo che oggi la vera sfida non sia scegliere tra uomo e tecnologia, tra competenze e automazione, tra esperienza e innovazione.
La sfida è costruire organizzazioni in cui la tecnologia amplifichi il talento delle persone, e non lo sostituisca.
In entrambi i progetti, SPOC-HDA e Lazarus, ho ritrovato questo stesso principio: innovare non significa semplicemente introdurre nuovi strumenti, ma creare le condizioni perché business, IT, sicurezza, operations e governance lavorino insieme verso un obiettivo comune.
Ed è qui che, secondo me, si misura davvero la leadership nei progetti di trasformazione: non solo nel decidere una direzione, ma nel creare allineamento, metodo, responsabilità e fiducia.
Perché anche quando parliamo di piattaforme, processi, compliance, resilienza digitale o intelligenza artificiale, il punto di partenza resta sempre lo stesso: l’uomo guida la tecnologia. E quando lo fa con visione, disciplina e responsabilità, la tecnologia diventa davvero un acceleratore di crescita.
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