2013: consolidare e semplificare
Una fonte 01net del 2013 documenta l’adozione della Check Point Software Blade Architecture per mettere in sicurezza rete, succursali, comunicazioni geografiche, accessi remoti e mobilità. Il progetto aveva anche un obiettivo di efficienza: consolidare sulle infrastrutture esistenti, ridurre la complessità operativa, proteggere gli investimenti e diminuire il TCO.
2015: dalla protezione alla visibilità
L’evoluzione successiva, documentata da Digital4, porta il focus sulla capacità di raccogliere i log in un unico punto, correlare gli eventi e renderli comprensibili. La sicurezza non viene più letta come somma di prodotti, ma come capacità di costruire una vista coerente del rischio e supportare decisioni più rapide.
Security come tema manageriale
Già in quegli anni il punto non era soltanto tecnico: rendere gli eventi comprensibili al management e aumentare la consapevolezza degli utenti era parte del modello di sicurezza. La protezione diventava così una responsabilità condivisa tra tecnologia, controllo e organizzazione.
Security by design
In un confronto ZeroUno con banche e assicurazioni, sostenevo che i progetti dovessero essere pensati con un framework in cui la sicurezza entrasse fin dalla fase iniziale. È un principio che oggi ritroviamo nelle pratiche di secure-by-design e nella governance della resilienza digitale.
Valore generato
Questa esperienza mostra una continuità di approccio alla cybersecurity basata su semplificazione, governance, consapevolezza e capacità di tradurre il rischio tecnico in un linguaggio decisionale, ben prima dell’attuale centralità di DORA e NIS2.
Consolidare la sicurezza ha ridotto complessità e TCO; l’evoluzione del monitoring ha poi reso il rischio più leggibile e utile alle decisioni del management.